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Quel fantastico mondo che fu

Una splendida antologia di immagini di Giuliano e Cesare Di Cola

Pietro De Leo, in «Calabria Letteraria», 1999

Nel vertiginoso evolversi, ma anche omologarsi, della società contemporanea, i "tesori della tradizione" rischiano di essere emarginati se non proprio di fatto cancellati. Eppure mai come oggi c'è una pletora di pseudocultori del passato, che riescono ad inventarsi anche tornei di Palio mai esistiti e a sfornare come nostrane pietanze forastiere; come purtroppo persiste una dissennata invadenza edilizia frutto più di incultura che di maestria ( se ne vedono mostruosi esemplari sulle coste e in cima ai colli), per nulla rispettosa non dico dell' habitat e del passato, ma anche della decenza e del buon gusto. Per ricostruire questo mondo in via d'estinzione il ricorso alle memorie non è certo sufficiente. Soccorre, per fortuna, l'universo iconografico di Giuliano e Cesare Di Cola padre e figlio intenti (da decenni il primo, da qualche anno l'altro) a fermare momenti e figure del mondo contadino rurale e artigianale, più "con l'occhio dell'anima" che con la macchina fotografica, come ha scritto Alberto Frattini. Un mondo che balza trasparente attraverso le nitide suggestive immagini raccolte e sobriamente chiosate nel volume "Pianeta Calabria. Tesori della Tradizione"… Vengono scanditi i tempi della semina e del raccolto, dell' allevamento e della pesca, del pascolo e della mungitura. Anziani e giovani alle prese con i frutti di sempre e le conserve di oggi, pensosi i primi, giulivi i secondi di fronte al perenne succedersi delle stagioni, anche esse sublimate nei frutti e nei lavori della terra in uno scenario ancora vivo in molti angoli della Calabria, che pare sublimarsi tuttora di miti e riti arcaici, laddove il tempo sembra essersi fermato non si sa davvero per quanto. Una autentica antologia delle immagini e della memoria, che dovrebbe - ci auguriamo - circolare anche sui banchi della scuola per alimentare le nuove generazioni le quali corrono il rischio di perdere quelle radici e la propria identità.

Un particolare ringraziamento a Vittorio Giardino (autore del logo dell'Archivio Di Cola) e a Luca Luciano (per la collaborazione musicale).
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