«L'immagine è il loro (in)-finito, la luce dello sguardo sulle cose del mondo li scioglie dal compito della parola. La loro anima aderisce a ogni sillaba di visione, fino a comporre un alfabeto di armonia, un'anima di universo. E con le foto rubano il mondo e diventano “mondi”. Basta un pressocché di nonnulla per passare dalla notte al giorno e consegnare a noi il giorno del mondo, insieme alla coscienza del mondo. Le foto sono i segni raccolti dai loro occhi, i suoni pronunciati dalle labbra della natura e dai frammenti dei resti della storia. [...] Il tempo della foto è il tempo di una domanda che non attende vane risposte, certifica l'eternità di ciò che lo sguardo vede nel presente. Le fotografie dei Di Cola trattengono il pensiero, così come si trattiene il respiro, per meglio udire il silenzio delle ruote dei secoli che turbinano nel nostro cuore». [Carmine Benincasa]
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