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L'eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

«Progetto Sicurezza», mensile ufficiale del sindacato di polizia - SIULP, Maggio 1995

La carcassa annerita di un'automobile rovesciata su una strada dilaniata, immagini confuse di gente: tutto è già avvenuto, la strage che ha annientato la vita di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, Antonino Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, è diventata fotografia, pronta ad entrare nell'album delle atrocità dei nostri giorni. Come l'altra, quella del rogo in mezzo al quale balugina il contorno sfumato di un volto: un montaggio per carpire un momento dannato di realtà, una "falsificazione" per raccontare l'attimo cruciale della tragedia di Paolo Borsellino, Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Queste e decine di altre fotografie "per non dimenticare", ma anche per riaffermare che la speranza di una realtà diversa non è saltata in aria con le stragi di Capaci e via D'Amelio, sono state raccolte in un volume edito dal Siulp, presentato a Palermo in occasione della manifestazione indetta dal sindacato a tre anni da quella primavera-estate che gettò nel lutto l'Italia della gente onesta. Le immagini, che si devono all'arte partecipe e civilmente impegnata del fotografo Giuliano Di Cola, e che avevano già fatto parte di una mostra itinerante intitolata "Il ricordo e la speranza", sono impaginate in modo che a ciascuna di essa corrisponda un pensiero, una dichiarazione, una protesta dei protagonisti della lotta alla mafia: magistrati, poliziotti, uomini e donne delle scorte, autorità religiose e civili. Il significato del volume, stampato con i fondi raccolti dagli iscritti al Siulp. sta tutto nella crudezza delle fotografie che, allineate una dietro l'altra, riaccendono emozioni e dolori appena sopiti ma, nello stesso tempo, rafforzano lo sdegno e rinnovano la volontà di non arrendersi alla criminalità mafiosa. "Le foto contenute nel libro - scrive Roberto Sgalla, segretario generale del Siulp, nella prefazione -, le immagini di chi oggi non c'e più, richiamano alla memoria sentimenti ed emozioni vis­sute direttamente da molti di noi. Non dobbiamo illuderci, occorre andare avanti con decisione, lo Stato nelle sue varie articolazioni deve fare fino in fondo il proprio dovere per far emergere e crescere la cultura della legalità. La cultura che le fotografie delle manifestazioni di quelle giornate del 1992, anch'esse riproposte nel volume, dimostrano viva tra la gente comune". […] “Ho sentito - sta scritto nella didascalia firmata da Antonino Caponnetto, che accompagna la foto di una siepe di mani sollevate, forse in un ultimo applauso o in un gesto di rabbia - la volontà della popolazione di liberarsi da questa barbara e sanguinosa oppressione che ne vanifica la speranza che nasce”. […] Numerosi e autorevoli i consensi all'iniziativa del Siulp. Il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Alberto Capotosti, ha definito il libro “commovente” e ha sottolineato come “dobbiamo impegnarci a mantenere sempre vivo il doloroso ricordo del sacrificio di quei fedeli servitori dello Stato e a trarre, da così drammatici eventi, nuovi stimoli per rinvigorire con costanza l'impegno comune nella lotta ad ogni forma di criminalità organizzata”. Il vicecapo della Polizia, Luigi Rossi, ha commentato: “Particolarmente suggestiva è stata l'idea di raccogliere in un volume l'immagine dei luoghi, dai fatti e dei volti che hanno popolato la recente storia di Palermo, accompagnandole con le espressioni più significative pronunciate dai principali protagonisti della lotta contro la mafia di questi ultimi anni e in particolare di coloro che in essa si sono impegnati fino a sacrificare il bene supremo della vita”. “Sono immagini forti, vere - ha osservato il capo della Polizia Fernando Masone -, che ricordano le ferite inferte allo Stato, ma che testimoniano anche la rabbia della gente comune e la volontà di riaffermare il superiore valore della legalità”.

Un particolare ringraziamento a Vittorio Giardino (autore del logo dell'Archivio Di Cola) e a Luca Luciano (per la collaborazione musicale).
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