
Splendida di sole e festante di popolo dovette apparire a Federico imperatore Cosenza, la vecchia capitale Bruzia, in quel lontano 30 gennaio 1222. La chiara e verde vallata del Crati, che si stende a vista d'occhio fino alle lontani propaggini ionie della Sila boscosa, risuonò in quel giorno di lieti canti e dell'allegro suono delle campane che salutavano il potente imperatore svevo [...] (Umberto Chierici, Il Duomo di Cosenza, in “Le Vie d'Italia”, 2.2.1940)
Cesare Di Cola, Il Castello, custode silente della memoria, in Viaggio nella Cosenza antica, 2004
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