|
Quelle case che balzano ai nostri occhi come emerse da un sogno, quelle finestre chiuse, aperte, rotte, quei portoni grandi, piccoli, che mutano stile attraverso i secoli, quei muri in travertino rifatti, per lo più incerti e spigolosi, quei panni stesi all'aria, simbolo della vita e dell'attività dell'uomo: ecco la "rua", il fascino ammaliante di Ascoli Piceno, città che conserva la sua antica realtà urbana. Questi solchi diritti, sinuosi, scavati nelle pieghe della terra sono i segni della storia umana della città, di quel vissuto che narra gli eventi tristi e pietosi, di spettacoli di ferocia e di fede religiosa, di gioie e di virtù. Le opere di Giuliano Di Cola - dai colori caldi, attenuati, evanescenti - nascono dall'animo e suggeriscono all'osservatore non tanto l'oggettiva connotazione della struttura urbana, quanto quello che la sua intelligenza e la sua sensibilità hanno visto: un insondabile ma re di sentimenti, un modo di vivere semplice e spontaneo, fatto di ricordi e di caldi effetti, brandelli di vita passata, carichi di illusioni e di rimandi. La macchina fotografica è l'occhio dell'uomo che la impugna. Le sue immagini assurgono a simbolo e - come la "rua" - scavano dentro la città storica che perde il segno del tempo e diventa memoria. Un monito a riacquistare una dimensione umana: non c'è futuro - per la città come per la comunità - se non si riannodano i legami di vita passata tra passato e presente, tra storia e quotidianità. (Stefano Castelli dal catalogo della mostra "La Rua")
Tele
fotografiche del
capoluogo piceno, di alcuni suggestivi centri dell'entroterra (Arquata
del Tronto, Trisungo, Montemonaco...), dei Monti Sibillini (Monte
Vettore) e dei Monti della Laga... E' possibile acquistare, anche,
eleganti cartelle personalizzabili contenenti tele e stampe,
facenti parte dell'Archivio Di Cola; per la scelta ed ulteriori
chiarimenti contattare lo studio fotografico. Periodicamente verranno
segnalate nuove opere. Le tele in questione possono essere noleggiate
per l'allestimento di mostre.
|