Tradizioni contadine della Calabria: preparazione dei fusilli

 

Ricetta: « disponi a fontana la farina sulla spianatoia. Sbatti le uova in un piatto col sale e versale sulla farina. Amalgama e impasta energicamente gli ingredienti, sì da ottenere una pasta omogenea, vellutata e un po’ duretta. Lascia riposare l’impasto per un’ora, ricoprendolo con un panno; poi ricavane, un po’ per volta, dei lunghi bastoncini, grossi poco più di una matita e ritagliali in pezzetti lunghi 10-12 cm., usando un coltello o la spatola che serviva a raschiare la madia («rasùla»). Conficca per ogni pezzetto di pasta l’apposito ferretto quadrato, simile ad un ferro da calza, e, premendo leggermente con le mani, arrotolaci intorno il bastoncino di pasta, facendolo scorrere avanti e indietro sulla spianatoia, per allungarlo e assottigliarlo. Estrai poi con delicatezza il ferretto, evitando di schiacciare la pasta e allinea i maccheroni ottenuti su un panno leggermente infarinato. Lessali in abbondante acqua bollente salata, alla quale avrai aggiunto un filino («’na crucia») di olio di oliva, per non fare attaccare fra loro i maccheroni. Cuocili al dente, scolali benissimo e condiscili con un buon sugo, preferibilmente di castrato, cospargendoli a piacere di ricotta salata e indurita («ricotta tosta») o di pecorino grattugiato. Servi a parte l’«olio santo»: ne verserà un cucchiaino sui maccheroni, chi vuol renderli piccanti. » (Teresa Gravina Canadè, in "Una Calabrese in Cucina", Rubbettino, Soveria Mannelli (Cz), 2000, p. 19)