Slargo in via S. Lucia, Cosenza antica

Poeta come sa essere, Giuliano Di Cola avrebbe potuto sciogliere un inno a Cosenza e avrebbe potuto cantarne fatti, vicende e personaggi. Ha preferito invece chiedere alla fotografia l'ausilio determinante che nelle sue mani diventa essenzialitą. E l'ha percorsa in lungo ed in largo. L'ha rivissuta facendo parlare, pił e ancor di pił delle carte, 1'apparente immobilitą delle immagini. Che sono bellissime nella loro dignitą del tempo passato. Del tempo che fu. E la fotografia di Giuliano Di Cola come per incanto riesce ad annullare i segni del tempo che deteriora la bellezza ed esalta i segni del tempo, che di questa bellezza colgono l'essenza, quella che supera i confini del tempo e dello spazio. Una fotografia che parla il linguaggio della memoria non come mummificata nella freddezza di un museo ma come palpitante di vita e scoppiettante di vitalitą. Una fotografia che penetra nella essenza della realtą a coglierne l'anima. [...] Fotografie come sonetti che cantano un inno d'amore. (Coriolano Martirano)