Il sentore di zagara, il fiore bianco tipico degli agrumeti calabresi, inebria, per diversi mesi dell'anno,buona parte del territorio della regione, seconda solo alla Sicilia, nella produzione delle arance. Un alto quantitativo di tutte le qualità prodotte, dal moro al tarocco, dal sanguigno all'ovale calabrese, viene esportato all'estero. La fetta riservata al mercato interno viene trasformata in bibite, sciroppi e confetture;importante l'applicazione di tutti gli agrumi nel campo farmaceutico e dei profumi. Appuntamento immancabile è la sagra degli agrumi che si svolge a Corigliano Calabro, uno tra i maggiori centri di produzione delle clementine calabresi, mandarini precoci, privi di nocciolo, che maturano in alcuni casi già dai primi di ottobre e che si caratterizzano per la buccia sottile, la polpa succosa e zuccherina. La specie agrumaria di più antica coltivazione, il cedro, viene prodotta in Italia quasi esclusivamente nella Riviera dei Cedri, litorale del Tirreno cosentino, compreso tra Praia a Mare e Cetraro. Gli ebrei lo considerano il simbolo della perfezione: ogni anno, infatti, a Santa Maria del Cedro i rabbini giungono da tutta Europa per scegliere gli esemplari più belli, e utilizzarli nella festa dei Tabernacoli. Il frutto che i Romani chiamavano pomo di Media, ha forma ovale di colore giallognolo. La polpa scarsa è poco acida; la buccia viene utilizzata, soprattutto per la produzione di canditi e di liquori. (Cesare Di Cola in Tesori della tradizione)