La Calabria, crogiuolo di genti, civiltà, idiomi, di cui custodisce ancora l'essenza, ha da sempre legato il suo aspetto fisico alle esperienze culturali e alle forme organizzativo-operative di nascenti populi. Congiunta, a settentrione, all'Appennino meridionale attraverso il massiccio del Pollino, e protesa nel bacino del Mare nostrum, la Calabria presenta una realtà geografica frantumata e disomogenea. La lunga e diversificata fascia costiera fa da contraltare all'asperità dell'area interna, caratterizzata da acrocori e angustie vallate. Lungo il versante occidentale, sul Tirreno, i pendii colligiani, popolati di uliveti, vigneti e agrumeti, si elevano d'un tratto, offrendo un esiguo spazio costiero, in un susseguirsi di insenature epromontori. A levante il declivio dei monti scende verso il mare Ionio con un'inclinazione solo un po'meno ripida: spiagge basse e uniformi (intervallate, soprattutto nelle vicinanze delle fiumare, da macchie rigogliose di vegetazione) si alternano a golfi e anfratti creati da rocciosi speroni che precipitano in mare... [Cesare Di Cola in "Il tempo e la memoria"]