Il passato lo si riscontra negli strumenti, che hanno una storia di millenni, nell'intimo legame con l'arte magno-greca e nei tanti riferimenti a simboli e riti magici. Il recupero e la testimonianza delle conoscenze e delle tecniche di lavorazione di una serie di attività, che faticosamente si custodiscono, si contrappongono al pericolo dell'oblio, dell'estinzione di un'arte che proietta nelle sue opere la vita e la cultura di un popolo [...] Ancora più pregna di storia è l'arte della ceramica, che necessita di fasi operativesostanzialmente immutate nel tempo: la preparazione dell'impasto di argilla, la modellazione dell'oggetto a mano o al tornio oppure a stampo, l'essiccazione all'aria o in determinati ambienti, il rivestimento della superficie per renderlo impermeabile, la decorazione e la cottura. I boccali e i bumbuli rievocano, spesso, le guise dei recipienti arcaici della Megale Hellas e dell'antica Roma. La produzione è ricca e variegata; risaltano le maschere apotropaiche, le smaltate di Bisignano, le figurine di arti e mestieri, lavorate a Rogliano, le ceramiche di Belvedere, caratterizzate da motivi floreali di stampo bizantino, i vasi di Altomonte e Roseto. Sovente si va al di là della mera funzionalità del prodotto. I ceramografi, privilegiando la decorazione nel rapporto con la forma, fanno di questi oggetti testimonianze di dipinti eccellenti. Le ombre e le sfumature conferiscono plasticità e volume, gli effetti di luce e il contrasto dei colori creano figure di reale valenza pittorica. (Cesare Di Cola in Tesori della tradizione)