Con le spalle al futuro ma con l'intelligenza rivolta al domani, i Di Cola usano la fotografia in un modo preciso e specifico esaltandone le caratteristiche più dirette, più originali, ma non si lasciano sopraffare dalla supplenza che la macchina opera sull'uomo tecnologizzato per cui esaltano tutte le qualità che la chimica e l'ottica fotografiche consentono e lo fanno quasi con puntiglio teutonico ma propriamente per liberarsene e per costruire il loro registro organico. Così, nei contenuti, i Di Cola non abbandonano la preoccupazione di riprodurre l'aspetto esatto delle cose ed affinano anzi il procedimento descrittivo dandogli addirittura nuova dignità. La descrizione, la presa diretta sulla realtà come è percepibile dell'obiettivo non scadono però ad operazioni di compiaciuta ostentazione "notarile". [Peppino Alario]